1 GIORNO

E002

Cetara-Vietri sul Mare

26 Maggio 2024

CETARA : la storia

Cetara, la Perla della Costiera Amalfitana…
Le origini sono dell’Alto Medioevo, ma l’insediamento marino risale invece al IX secolo, con l’insediamento di una colonia saracena, che venne cacciata più tardi quello stesso secolo.

Cetara era protetta a nord dal monte Falerzio, mentre a sud, dalla parte del mare aveva un muro di cinta lungo il quale sorgevano edifici turriti e fortificati; la difesa del litorale cetarese fu ulteriormente potenziata nel XVI secolo mediante la costruzione di una torre vicereale.
I cetaresi erano soliti partecipare alle attività marittime e commerciali del piccolo Stato costiero, in oltre i cetaresi risultavano essere i migliori pescatori della Costa, nelle acque di Cetara e del litorale limitrofo si pescavano dentici, cernie, murene.

Altre qualità di pesce catturate con le reti erano i tonni, i palamidi, gli sgombri. Per la loro pesca si organizzava la tonnara che consisteva in una parete di reti massicce di canapa e sparto, sostenute a galla da una gran quantità di sugheri e fermate nel fondo con mazzere legate a grosse gomene e ancore.

Le tonnare partivano dal litorale e si spingevano ad ovest e ad est, formando un quadro cubico con vari scompartimenti. Questo ”labirinto” aveva una sola apertura, detta porta, dalla quale entrava il pesce. Dal mare i cetaresi estraevano anche grandi quantità di acciughe e sarde che salavano nei barili insieme a varie lische di pesce

CETARA : la storia

Cetara, la Perla della Costiera Amalfitana…
Le origini sono dell’Alto Medioevo, ma l’insediamento marino risale invece al IX secolo, con l’insediamento di una colonia saracena, che venne cacciata più tardi quello stesso secolo.

Cetara era protetta a nord dal monte Falerzio, mentre a sud, dalla parte del mare aveva un muro di cinta lungo il quale sorgevano edifici turriti e fortificati; la difesa del litorale cetarese fu ulteriormente potenziata nel XVI secolo mediante la costruzione di una torre vicereale.
I cetaresi erano soliti partecipare alle attività marittime e commerciali del piccolo Stato costiero, in oltre i cetaresi risultavano essere i migliori pescatori della Costa, nelle acque di Cetara e del litorale limitrofo si pescavano dentici, cernie, murene.

Altre qualità di pesce catturate con le reti erano i tonni, i palamidi, gli sgombri. Per la loro pesca si organizzava la tonnara che consisteva in una parete di reti massicce di canapa e sparto, sostenute a galla da una gran quantità di sugheri e fermate nel fondo con mazzere legate a grosse gomene e ancore.

Le tonnare partivano dal litorale e si spingevano ad ovest e ad est, formando un quadro cubico con vari scompartimenti. Questo ”labirinto” aveva una sola apertura, detta porta, dalla quale entrava il pesce. Dal mare i cetaresi estraevano anche grandi quantità di acciughe e sarde che salavano nei barili insieme a varie lische di pesce

VIETRI : la storia

Le origini di Vietri sul Mare risalgono agli Etruschi e legate all’antica Marcina che sorgeva dove oggi si trova la Marina di Vietri. Si sviluppò presto grazie alle arti e ai commerci che la resero un centro assai elegante e ricco, fino al 456 quando Genserico, a capo dei vandali, portò morte e distruzione. Alla terribile devastazione sfuggirono due abitanti di Marcina che si rifugiarono sui monti vicini e diedero vita alla nuova cittadina che prese il nome di Vietri, termine che ha origine dal latino vetus, vale a dire antico.

Alle origini storiche del borgo costiero si contrappone la ben più affascinante leggenda legata alla sua nascita: si narra infatti che Giasone, nel corso della ricerca del famoso vello d’oro assieme ai 50 Argonauti, incontrò l’ira di Eolo che con un soffio poderoso di vento li catapultò su questo tratto di costa. Giasone restò letteralmente folgorato dalla bellezza del luogo tanto da costruirvi un tempio dedicato ad Hera Argiva, culla di quella che sarebbe stata la futura città.

Vietri sul Mare è una delle perle site sulla Costiera Amalfitana e non a caso dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: la città è rinomata non solo per il suo notevole patrimonio storico ed artistico, ma anche per le sue splendide ceramiche che adornano molti angoli cittadini, affascinando turisti di tutto il mondo. Oltre ad aggirarsi nel centro storico di Vietri sul Mare tra botteghe che espongono i loro manufatti, non bisogna perdersi una visita al Museo Provinciale della Ceramica sito all’interno della splendida Villa Guariglia e ricco di vasellame e ceramiche finemente decorate, spesso legate all’uso quotidiano, ma anche legate al mondo religioso.

VIETRI : la storia

Le origini di Vietri sul Mare risalgono agli Etruschi e legate all’antica Marcina che sorgeva dove oggi si trova la Marina di Vietri. Si sviluppò presto grazie alle arti e ai commerci che la resero un centro assai elegante e ricco, fino al 456 quando Genserico, a capo dei vandali, portò morte e distruzione. Alla terribile devastazione sfuggirono due abitanti di Marcina che si rifugiarono sui monti vicini e diedero vita alla nuova cittadina che prese il nome di Vietri, termine che ha origine dal latino vetus, vale a dire antico.

Alle origini storiche del borgo costiero si contrappone la ben più affascinante leggenda legata alla sua nascita: si narra infatti che Giasone, nel corso della ricerca del famoso vello d’oro assieme ai 50 Argonauti, incontrò l’ira di Eolo che con un soffio poderoso di vento li catapultò su questo tratto di costa. Giasone restò letteralmente folgorato dalla bellezza del luogo tanto da costruirvi un tempio dedicato ad Hera Argiva, culla di quella che sarebbe stata la futura città.

Vietri sul Mare è una delle perle site sulla Costiera Amalfitana e non a caso dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: la città è rinomata non solo per il suo notevole patrimonio storico ed artistico, ma anche per le sue splendide ceramiche che adornano molti angoli cittadini, affascinando turisti di tutto il mondo. Oltre ad aggirarsi nel centro storico di Vietri sul Mare tra botteghe che espongono i loro manufatti, non bisogna perdersi una visita al Museo Provinciale della Ceramica sito all’interno della splendida Villa Guariglia e ricco di vasellame e ceramiche finemente decorate, spesso legate all’uso quotidiano, ma anche legate al mondo religioso.

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